Quando più di trenta anni fa i primi intrepidi pionieri della Piana Fiorentina presentarono le loro proposte all'amministrazione pubblica non sapevano che esito avrebbero avuto, ma una grande fiducia muoveva i loro passi...Semplici cittadini, studenti universitari, professionisti, amici della piana, espressero a diverso titolo e sotto bandiere diverse, ma unite in uno stesso intento, la volontà di fare di tutto affinché una parte più ampia possibile della "piana naturale", fosse in qualche modo conservata. Alcuni credevano che fosse necessario convertire le aree umide e le fasce vegetazionali residue (fasce definite poi meglio come corridoi ecologici) in zone a stretta protezione, altri si accontentavano di mantenere il più possibile lo status quo. Conservare per essi stessi e per i propri nipoti. In seguito si affermò a livello globale la definizione meglio compiuta di biodiversità, definizione che si applica persino su scala territoriale.
Da allora tanta acqua è piovuta nella pianura e tanto, troppo di quello che rappresentava un pericolo per la naturalità e la biodiversità comprimeva e comprime sempre più le residue "aree naturali".
Qui non si tratta di criminalizzare lo sviluppo tecnologico e la crescita urbanistica in quanto tale, ma quello che è mancato e che manca ancora oggi è un piano generale che tenga conto dell'importanza che riveste la natura e la biodiversità, per l'uomo di oggi e ancor più per quello di domani.

sabato 31 gennaio 2026

DEI FENICOTTERI, ANATRE E BECCACCINI CHE PASSANO L’INVERNO NELLA PIANA TRA FIRENZE, PRATO E PISTOIA (Comunicato COT, pubblichiamo integralmente)



Il 20 gennaio si è svolta l’annuale 43esima giornata di censimento dell’avifauna acquatica presente nella Piana tra Firenze, Prato e Pistoia, nell’ambito del progetto internazionale di monitoraggio (IWC), organizzato da ISPRA e coordinato a livello regionale dal Centro Ornitologico Toscano.

Anche quest’anno l'ampia pianura che si estende fra Pistoia, Prato e Firenze si conferma come un'area di importanza regionale per lo svernamento dell’avifauna acquatica.

Grazie alle osservazioni di 23 rilevatori, molti dei quali abilitati da ISPRA, è stato possibile censire in contemporanea le oltre 60 aree umide presenti nel vasto territorio della Piana tra Firenze e Pistoia. Le aree umide, distribuite in un territorio storicamente a vocazione palustre, sono costituite da:
  • stagni artificiali arginati e adibiti ad attività venatoria;
  • stagni artificiali interni ad aree protette o a divieto di caccia;
  • casse di espansione;
  • prati umidi o allagati;
  • canali, fossi di bonifica, torrenti.
Sono stati censiti 5.812 esemplari, in aumento del 57% rispetto a 10 anni fa.

Le specie maggiormente rappresentate sono state due anatre selvatiche, l’alzavola, con quasi 1.000 unità (numero record di presenze), e il germano reale, con oltre 500 unità, distribuite quasi esclusivamente nelle aree protette


Alzavole




Alzavole



Germano reale



Fenicottero rosa



Ibis sacro



Airone cenerino



Alzavole






Lago di Peretola






Cassa di espansione Il Lupo





Fenicotteri ai laghi di Oceano



Alzavola (femmina)



Ibis sacro



Beccaccino

o a divieto di caccia dell’area di Firenze e Prato; seguono due specie di gabbiano (comune e reale), complessivamente con oltre 1.000 unità. Sono inoltre stati rilevati, sia in zone protette che in aree di caccia, centinaia di folaghe, gallinelle d’acqua, pavoncelle, e 427 fenicotteri (numero record di presenze). In particolare, dopo un primo forte crollo nel 2004, poi accentuatosi definitivamente dal 2008, quest’anno la gallinella d’acqua appare in una fase discendente, seppure i 279 esemplari censiti rimangano un dato di importanza regionale.

Erano inoltre presenti 653 aironi, rappresentati da ben sei specie: airone cenerino, airone bianco maggiore, garzetta, nitticora, tarabuso e airone guardabuoi. Quest’ultimo è stato di gran lunga l’airone più numeroso nella Piana, con oltre 400 individui, distribuiti principalmente nelle aree agricole e lungo i canali.

Il progressivo incremento in tutta la Piana, negli anni, delle casse di espansione e del loro valore ecologico, ha probabilmente contribuito all'aumento di alcune specie, in particolare del beccaccino, quest’anno presente con 311 esemplari, e del frullino, un piccolo limicolo simile al beccaccino.

Il censimento del 2026 ha confermato l’espansione numerica e di areale di un piccolo cormorano presente in Italia già dagli anni 80-90 e proveniente dall’Europa centro-orientale, il marangone minore. Un discorso a parte merita la presenza dell’ibis sacro, con 340 individui censiti di giorno e 1.021 in 6 dormitori della Piana, provenienti anche da zone circostanti per trascorrere le ore notturne. Si tratta di una specie alloctona di probabile provenienza domestica (da parchi e zoo francesi), che si sta espandendo con estrema e preoccupante rapidità anche in Toscana: la sua presenza potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di molte specie locali, per predazione di micromammiferi, anfibi, rettili e uccelli. Per questo motivo dal 2024 è in corso un progetto regionale di monitoraggio, svolto dal COT in accordo con il DAGRI dell’Università di Firenze e la Regione Toscana.

Da segnalare due rare specie svernanti nella Piana, osservate nel 2026: sei oche selvatiche e un tarabuso.






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