Quando più di trenta anni fa i primi intrepidi pionieri della Piana Fiorentina presentarono le loro proposte all'amministrazione pubblica non sapevano che esito avrebbero avuto, ma una grande fiducia muoveva i loro passi...Semplici cittadini, studenti universitari, professionisti, amici della piana, espressero a diverso titolo e sotto bandiere diverse, ma unite in uno stesso intento, la volontà di fare di tutto affinché una parte più ampia possibile della "piana naturale", fosse in qualche modo conservata. Alcuni credevano che fosse necessario convertire le aree umide e le fasce vegetazionali residue (fasce definite poi meglio come corridoi ecologici) in zone a stretta protezione, altri si accontentavano di mantenere il più possibile lo status quo. Conservare per essi stessi e per i propri nipoti. In seguito si affermò a livello globale la definizione meglio compiuta di biodiversità, definizione che si applica persino su scala territoriale.
Da allora tanta acqua è piovuta nella pianura e tanto, troppo di quello che rappresentava un pericolo per la naturalità e la biodiversità comprimeva e comprime sempre più le residue "aree naturali".
Qui non si tratta di criminalizzare lo sviluppo tecnologico e la crescita urbanistica in quanto tale, ma quello che è mancato e che manca ancora oggi è un piano generale che tenga conto dell'importanza che riveste la natura e la biodiversità, per l'uomo di oggi e ancor più per quello di domani.

sabato 31 gennaio 2026

DEI FENICOTTERI, ANATRE E BECCACCINI CHE PASSANO L’INVERNO NELLA PIANA TRA FIRENZE, PRATO E PISTOIA (Comunicato COT, pubblichiamo integralmente)



Il 20 gennaio si è svolta l’annuale 43esima giornata di censimento dell’avifauna acquatica presente nella Piana tra Firenze, Prato e Pistoia, nell’ambito del progetto internazionale di monitoraggio (IWC), organizzato da ISPRA e coordinato a livello regionale dal Centro Ornitologico Toscano.

Anche quest’anno l'ampia pianura che si estende fra Pistoia, Prato e Firenze si conferma come un'area di importanza regionale per lo svernamento dell’avifauna acquatica.

Grazie alle osservazioni di 23 rilevatori, molti dei quali abilitati da ISPRA, è stato possibile censire in contemporanea le oltre 60 aree umide presenti nel vasto territorio della Piana tra Firenze e Pistoia. Le aree umide, distribuite in un territorio storicamente a vocazione palustre, sono costituite da:
  • stagni artificiali arginati e adibiti ad attività venatoria;
  • stagni artificiali interni ad aree protette o a divieto di caccia;
  • casse di espansione;
  • prati umidi o allagati;
  • canali, fossi di bonifica, torrenti.
Sono stati censiti 5.812 esemplari, in aumento del 57% rispetto a 10 anni fa.

Le specie maggiormente rappresentate sono state due anatre selvatiche, l’alzavola, con quasi 1.000 unità (numero record di presenze), e il germano reale, con oltre 500 unità, distribuite quasi esclusivamente nelle aree protette


Alzavole




Alzavole



Germano reale



Fenicottero rosa



Ibis sacro



Airone cenerino



Alzavole






Lago di Peretola






Cassa di espansione Il Lupo





Fenicotteri ai laghi di Oceano



Alzavola (femmina)



Ibis sacro



Beccaccino

o a divieto di caccia dell’area di Firenze e Prato; seguono due specie di gabbiano (comune e reale), complessivamente con oltre 1.000 unità. Sono inoltre stati rilevati, sia in zone protette che in aree di caccia, centinaia di folaghe, gallinelle d’acqua, pavoncelle, e 427 fenicotteri (numero record di presenze). In particolare, dopo un primo forte crollo nel 2004, poi accentuatosi definitivamente dal 2008, quest’anno la gallinella d’acqua appare in una fase discendente, seppure i 279 esemplari censiti rimangano un dato di importanza regionale.

Erano inoltre presenti 653 aironi, rappresentati da ben sei specie: airone cenerino, airone bianco maggiore, garzetta, nitticora, tarabuso e airone guardabuoi. Quest’ultimo è stato di gran lunga l’airone più numeroso nella Piana, con oltre 400 individui, distribuiti principalmente nelle aree agricole e lungo i canali.

Il progressivo incremento in tutta la Piana, negli anni, delle casse di espansione e del loro valore ecologico, ha probabilmente contribuito all'aumento di alcune specie, in particolare del beccaccino, quest’anno presente con 311 esemplari, e del frullino, un piccolo limicolo simile al beccaccino.

Il censimento del 2026 ha confermato l’espansione numerica e di areale di un piccolo cormorano presente in Italia già dagli anni 80-90 e proveniente dall’Europa centro-orientale, il marangone minore. Un discorso a parte merita la presenza dell’ibis sacro, con 340 individui censiti di giorno e 1.021 in 6 dormitori della Piana, provenienti anche da zone circostanti per trascorrere le ore notturne. Si tratta di una specie alloctona di probabile provenienza domestica (da parchi e zoo francesi), che si sta espandendo con estrema e preoccupante rapidità anche in Toscana: la sua presenza potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di molte specie locali, per predazione di micromammiferi, anfibi, rettili e uccelli. Per questo motivo dal 2024 è in corso un progetto regionale di monitoraggio, svolto dal COT in accordo con il DAGRI dell’Università di Firenze e la Regione Toscana.

Da segnalare due rare specie svernanti nella Piana, osservate nel 2026: sei oche selvatiche e un tarabuso.






martedì 4 febbraio 2025

Risultati del monitoraggio degli uccelli acquatici svernanti (IWC) nella Piana Fiorentina Pratese Pistoiese

Iniziato nel lontano 1984, anche quest’anno si è svolto nella Piana Fiorentina-Pratese-Pistoiese l’annuale censimento degli uccelli acquatici svernanti, nell’ambito del più ampio progetto europeo di monitoraggio (IWC). Organizzato da ISPRA e coordinato a livello regionale dal Centro Ornitologico Toscano.
Gruppi di rilevatori specializzati e autorizzati, coadiuvati da diversi appassionati, il 21 gennaio si sono divisi le aree da censire con lo scopo di raccogliere i dati in contemporanea in tutto il vasto territorio della piana. Le aree umide sono in effetti molto frammentate e distribuite nelle residue zone agricole in un territorio storicamente a vocazione palustre: si tratta di laghetti artificiali arginati e adibiti ad attività venatoria; di casse di espansione, il cui incremento, e il loro aumentato valore ecologico con il passare degli anni, può aver contribuito all'aumento di alcune specie (in particolare beccaccino e frullino); di aree umide a protezione speciale, queste ultime perlopiù distribuite nel settore orientale della piana; di canali, fossi di bonifica e torrenti che attraversano il territorio fino a immettersi nel Fiume Arno.

I risultati, per un’area ad elevata urbanizzazione, sono sicuramente sorprendenti ad un primo esame superficiale. Il totale degli uccelli censiti ammonta a più di 6.000 unità, con una tendenza progressiva all’aumento, che nell’ultimo decennio ha superato il 50%. La specie maggiormente rappresentata è una piccola anatra, l’alzavola, con oltre 800 unità (distribuita quasi esclusivamente nelle aree protette o a divieto di caccia dell’area di Firenze e Prato), seguita dal germano reale, con oltre 500 unità; sono inoltre presenti centinaia seguono di gabbiani comuni, gabbiani reali, folaghe, gallinelle d’acqua, pavoncelle, beccaccini e oltre 250 fenicotteri ecc.; questi ultimi sono presenti negli stagni con acque più profonde, sia in zone protette  che in aree di caccia.




Fra le cinque specie di aironi presenti (airone cenerino, airone bianco maggiore, garzetta, nitticora), il più rappresentato è l’airone guardabuoi, con oltre 900 individui, che si distribuiscono principalmente nelle aree agricole e lungo i canali, e che per questo sono difficilmente censibili, se non quando raggiungono i roost (dormitori notturni).

Uno discorso a parte merita la presenza dell’ibis sacro, con ben 1.281 individui censiti ai dormitori; si tratta di una specie alloctona di probabile provenienza domestica, in origine da parchi e zoo francesi, che si sta espandendo rapidamente e in modo abnorme anche in Toscana, e la cui presenza potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di molte specie locali e per questo, da maggio 2024, è stato avviato dal COT in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) dell’Università di Firenze un monitoraggio specifico (https://shorturl.at/m6lf2)




Un’altra specie in rapida espansione, ma di provenienza mediterranea è il marangone minore, con più di 500 individui, conteggiati ai dormitori per la difficolta di osservazione durante i rilievi giornalieri; il conteggio ai roost, dove gli uccelli si radunano per trascorrere la notte, assume un’importanza notevole perché alcune specie possono spingersi anche in al di fuori dell’ambito del monitoraggio.
Dal punto di vista statistico risultano in diminuzione, rispetto alla media degli ultimi anni, l’airone cenerino e il cormorano, mentre sono in leggero aumento (sopra la media degli ultimi 10 anni) nitticora, garzetta, fenicottero, fischione, alzavola, moriglione, beccaccino (476 individui), frullino, pavoncella, gallinella.
Da segnalare oca selvatica, moretta e beccaccia fra le nuove specie osservate durante il periodo di svernamento.

sabato 10 luglio 2021

Sfalci e tagli nei fiumi e nei canali della Piana

 

Stagionalmente le aree umide della piana, i canali artificiali e persino i torrenti che l'attraversano, sono pesantemente attaccati dalle macchine sfalciatrici. Rimandiamo ad una visita al sito del Consorzio di Bonifica sulle ragioni di sicurezza contro le alluvioni e non entriamo nel merito, ma la questione della biodiversità che, con i tagli viene fortemente ridotta, deve essere fortemente ribadita: con i tagli delle alberature e in particola di siepi, "praterie" attigue i corsi d'acqua e vegetazione ripariale (quasi fino all'acqua) se ne vanno e spesso per sempre, cioè si estinguono localmente, molte delle importati emergenze naturali del territorio.
Il taglio radicale comporta spesso la ricrescita di piante invasive (per esempio di canna comune arundo donex, di artemisia, ailanto, robinia ecc) e fa si che la diversità svanisca quasi completamente con forte nocumento per piante e animali, collegati fra loro nella catena ecologica  naturale.
Inoltre ogni sfalcio di vegetazione ancora verde comporta un aumento della evaporazione con perdita delle risorse idriche e aumento della temperatura locale, moltiplicato il tutto per l'estensione della piana...

CHE FARE? La soluzione è in parte contenuta nelle direttive della Regione, che puntano sì alla sicurezza, ma anche alla conservazione della biodiversità, si tratta di far pendere la bilancia più verso questo secondo aspetto con lo scopo di conservare e preservare il più possibile di quanto ancora rimane.

ATENZIONE qui non valgono le quote (il sistema delle quote acquistaili per compensare la CO2): anche se si devono riconoscere al Consorzio di Bonifica della azioni volte alla ricreazione di zone umide e di gestione un po' più morbida in alcune aree della piana, ciò non può valere a compensare la perdita, anche se stagionale dei collegamenti fra i corridoi ecologici che ancora sopravvivono.

 

lunedì 21 dicembre 2020

FRESCO DI STAMPA (A CURA DEL CentroOrnitologicoToscano)

 

(Introduzione a cura di Marco Lebboroni, dal sito del COT)

L'Atlante della Piana tra Firenze e Pistoia rappresenta una sintesi aggiornata dell'avifauna di questo territorio, altamente urbanizzato e antropizzato ma con presenza diffusa di diverse categorie del suolo (zone umide, seminativi, incolti, boschetti) che hanno consentito fino ad oggi il permanere di una significativa varietà di specie animali e vegetali.
Le specie nidificanti sono risultate 102, con elementi di interesse come Tarabusino, Cavaliere d'Italia, Marzaiola, Mestolone e, da verificare negli anni futuri, Alzavola e Voltolino. Negli anni 2010-2015 erano presenti anche sei garzaie, non tutte contemporaneamente attive, che in totale hanno ospitato Nitticora, Sgarza ciuffetto, Airone guardabuoi, Garzetta, Airone cenerino, Airone bianco maggiore; dal 2011 nella zona dell'Osmannoro nidifica inoltre il Gabbiano reale mediterraneo. Sono risultate presenti 21 delle 24 specie incluse nel Farmland Bird Index per la Toscana, indicatore dello stato di salute della qualità degli ambienti agricoli nazionali ed europei. Tra le specie tipiche degli agroecosistemi sono da segnalare Gheppio, Lodolaio, Tortora selvatica, Gruccione, Torcicollo, Cutrettola. Le specie svernanti sono risultate 122. Tra quelle legate alle zone umide e di interesse per la conservazione ricordiamo ad esempio Tarabuso, Nitticora, Garzetta, Airone bianco maggiore, Cicogna bianca, Fenicottero, Falco di palude.  
Le aree a maggior numero di specie coincidono con le zone umide protette di maggiore estensione: questo è più evidente durante lo svernamento, in periodo di attività venatoria, mentre in periodo riproduttivo la ricchezza dei nidificanti è elevata anche nei laghi aperti alla caccia.
Il volume contiene anche la checklist aggiornata al 2017 di tutta l'avifauna della Piana, che porta a 250 il numero totale delle specie selvatiche rilevate ad oggi nella Piana (categorie AERC: A, C), cui vanno aggiunte ben 23 specie introdotte o sfuggite alla cattività (categorie AERC: D,E) e 33 specie di presenza storica (categoria AERC: B). Il numero di specie migratrici (175) rappresenta il 70% della ricchezza avifaunistica totale, a testimonianza della grande importanza dell'intera pianura tra Firenze e Pistoia come luogo di sosta lungo le rotte migratorie. Da segnalare alcuni avvistamenti particolarmente eccezionali di specie irregolari o accidentali in Toscana (categorie AERC A2-A3): Moretta grigia, Moretta codona, Poiana codabianca, Aquila delle steppe, Falaropo beccosottile, Zigolo minore, Zigolo capinero, Zigolo testa aranciata.
 

lunedì 7 ottobre 2019

La qualità delle acque di fiumi e laghi in Toscana

Nel rapporto sono poi contenuti approfondimenti relativi a vari aspetti specifici del monitoraggio, quali:
  • La ricerca di sostanze pericolose sul biota, condotta in modo sperimentale per il secondo anno, conferma qualità non buona su tutti i punti campionati.
  • La segnalazione di situazioni di forte alterazione dell’ambiente di pertinenza fluviale, anche a seguito di attività altamente invasive operate da parte di alcuni Consorzi di Bonifica, che, pur dettate dalle necessità di prevenzione del rischio idrogeologico, determinano un degrado ambientale che contribuisce al progressivo allontanamento dall’obiettivo previsto dalla Direttiva Europea 2000/60 EU di raggiungere lo stato ecologico buono su tutti i corpi idrici naturali entro il 2021 (o 2027, tenendo conto delle deroghe applicate nel vigente Piano di Gestione).
  • L'appicazione dell'Indice qualità morfologica - IQM riporta risultati di qualità da sufficiente a pessima, indicativi di profonde alterazioni morfologiche e di habitat subite dai corsi d'acqua, che si riflettono negativamente sulla qualità ecologica degli stessi e allontana dall'obiettivo di qualità previsto dalle normative europee.
Per quanto riguarda laghi e invasi, il 28% è in stato buono/elevato, contro il 65% sufficiente.
Nelle acque di transizione la distribuzione percentuale della qualità ecologica riporta l’8% dei corpi idrici buoni, contro il 92% sufficiente. La criticità principale è imputabile alla qualità del sedimento. Per quanto concerne lo stato chimico, il 75% dei corpi idrici risulta buono, contro un 25% di non buono.

venerdì 30 novembre 2018

Dalla pagina FB del Padule di Fucecchio

Gli uccelli acquatici svernanti ed il Fenicottero
Centro Visite Riserva Naturale del Padule di Fucecchio
Castelmartini, sabato 1 dicembre ore 15-17

Sabato 1 dicembre il Centro Visite della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio ospita nella mattinata l’Assemblea annuale del COT – Centro Ornitologico Toscano.

Nel pomeriggio il COT, in collaborazione con il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, organizza un evento pubblico sull’avifauna toscana:

ore 15,00 “Gli uccelli acquatici svernanti: dinamiche svelate da 35 anni di monitoraggio regionale” a cura di Emiliano Arcamone (COT)

ore 16,00 “Il Fenicottero in Toscana” a cura di Marco Scutellà (COT)

ore 16,30 “Il Fenicottero nel Padule di Fucecchio” a cura di Alessio Bartolini (Centro RDP Padule di Fucecchio)

Incontro ad ingresso libero.

Info Centro RDP Padule di Fucecchio: 0573/84540, fucecchio@zoneumidetoscane.it, www.paduledifucecchio.eu


Nell'immagine: Fenicotteri nel Padule di Fucecchio (foto di Gino Santini).

lunedì 3 ottobre 2016

Dal Gruppo di Intervento Giuridico

Dal Gruppo di Intervento Giuridico una disamina ampia sulle criticità e la situazione di grande stress cui è sottoposta la piana quotidianamente. Il gruppo ha inviato una "documentata segnalazione alle Istituzioni comunitare" dalla quale si attendono sviluppi.....





Dal Gruppo di Intervento Giuridico

Dal Gruppo di Intervento Giuridico una disamina ampia sulle criticità e la situazione di grande stress cui è sottoposta la piana quotidianamente. Il gruppo ha inviato una "documentata segnalazione alle Istituzioni comunitare" dalla quale si attendono sviluppi.....





domenica 15 febbraio 2015

Piana Possibile?



Pubblichiamo l'interessante
documento di sintesi
a cura del gruppo tematico
“ambiente, territorio e mobilità”
di “Firenze possibile”
Renzo Pampaloni,
Alessandro Sottocornola,
Giuseppe Gallo, Lian Pellicanò

PDF Scaricabile qui

martedì 23 dicembre 2014

L'Altra Piana - Avifauna e ambienti naturali tra Firenze e Pistoia

Scaricabile da questo link il pdf della prima check-list completa dell'avifaua della Piana Fiorentina.
Il libretto uscito a cura della Lipu provinciale di Firenze nel lontano 1999, consente di confrontare i cambiamenti relativi alle presenze faunistiche (non solo uccelli, infatti), e in particolare a quelle modifiche ambientali, accorse spesso in senso negativo, al territorio, ma con qualche eccezione...
Difficile da reperire in formato cartaceo, pensiamo possa essere utile per mantenere vivo il percorso storico naturalistico di questo tanto "bistrattato" ambiente.

sabato 30 agosto 2014

Podere La Querciola - Parco della Piana Fiorentina, da YouTube a cura di Luca Savi


Pubblicato il 25/ago/2014
L'Area Naturale Protetta di Interesse Locale "Podere La Querciola" è situata nel Comune di Sesto Fiorentino, a nord dell'autostrada A11, nel territorio comunemente conosciuto come Piana Fiorentina.
L'area protetta si estende per circa 50 ettari e comprende al suo interno vari luoghi di rilevante interesse naturalistico. Ne fanno parte 4 zone umide: il Lago di Padule, la cassa d'espansione di Case Nuove, il Laghino dei Cavalieri e l'Area attrezzata.Nel 2008, grazie all'intervento del Consorzio di Bonifica dell'Area Fiorentina, è stato realizzato un piccolo stagno di 300 metri quadri per l'osservazione degli anfibi. L'area è frequentata da molte specie di uccelli acquatici come l'airone cenerino, l'airone bianco maggiore, il tarabusino, il cavaliere d'Italia, lo svasso maggiore, il tuffetto, la folaga, il martin pescatore e varie anatre. Fra i rapaci che frequentano l'area ci sono lo sparviere, il falco di palude, la poiana, il gheppio, l'allocco, il gufo comune e la civetta. Abbondanti anche vari passeriformi (verdone, cardellino, frosone, migliarino di palude, ecc.), il picchio verde e il picchio rosso maggiore.Nell'area sono presenti 5 specie di anfibi: il tritone crestato, il tritone punteggiato, la raganella italiana, il rospo smeraldino e la rana verde.

Canon 5dMk3
Magic Lantern RAW 2k (some shot)
Music: Antonio Vivaldi - Inverno - Largo

Mappa interattiva delle criticità - dal blog pianasana.it


Pubblichiamo, dal blog http://pianasana.it, questa interessante raccolta di elaborati sulle criticità della piana; in particolare sono messi in evidenza i punti di incompatibilà con l'attuale struttura naturale e urbanistica, le cui pesanti modifiche porteranno ad un riassetto globale del territorio che avrà un fortissimo impatto sia sugli aspetti sia sanitari che naturalistici della piana; con preghiera di divulgare quanto più possibile.


sabato 25 gennaio 2014

Checklist delle specie protette della Piana Fiorentina

Non solo di uccelli si occupa questa nuova checklist delle specie protette della piana, presentata da Legambiente il 1 dicembre 2013 presso la Sala Vincenzo Meucci (Biblioteca Ernesto Ragionieri) di Sesto Fiorentino, e dedicata all'area del Parco dell Piana di Sesto.

"Nell’area sono state rilevate 76 specie particolarmente protette. Di queste, 50 risultano essere di interesse comunitario, e 57 di interesse regionale. 31 specie rientrano in entrambe le categorie."

Un breve compendio utile a chi voglia approfondire l'argomento, per capire meglio che ci sono ancora molte ragioni per non gettare la spugna, ma insistere perché quest'area venga messa definitivamente sotto tutela.

lunedì 7 gennaio 2013

Aggiornamento del blog ERAVAMOAMICIDELLAPIANA


Le informazioni, i link e le immagini sul blog eravamoamicidellapiana.com sono stati aggiornati, ma nel web tutto è in continuo movimento; vi invitiamo a visitare le pagine (e i post del blog) per consultare e trovare quello che serve, per conoscere appieno la natura della Piana Fiorentina-Pratese-Pistoiese, ma anche per segnalare mancanze e imprecisioni. Il blog sulla piana sopravvive solo grazie al contributo delle persone che credono nella sopravvivenza e quindi nella tutela della natura e del territorio.
eravamoamicidellapiana@yahoo.it

martedì 11 dicembre 2012

News dal blog dei Comitati - Resoconto purtroppo condivisibile

News dei Comitati: LA REGIONE PER LA PIANA


CITTADINI AREA FIORENTINA                          NODO A NORD OVEST - SMS DI PERETOLA
           COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE




lunedì 5 novembre 2012

Divulghiamo volentieri: UN’ INIZIATIVA PER LA PIANA

CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

UN’ INIZIATIVA PER LA PIANA

Avviso preliminare

Informiamo che "Il nodo a Nord Ovest" che opera presso la SMS di Peretola ha deciso, con la Rete dei Comitati organizzati da Alberto Asor Rosa, di lanciare un appello, "UNA PIANA DA SALVARE", che chiede la totale conservazione dei "vuoti" presenti nella piana Firenze - Prato come misura necessaria all'equilibrio territoriale e ambientale dell'intera area metropolitana, respingendo in particolare il previsto potenziamento dell' Aeroporto Vespucci e adottando una strategia che non richieda il ricorso all' incenerimento di rifiuti.

L'appello verrà illustrato e presentato VENERDI' 16 NOVEMBRE in un 'assemblea pubblica, organizzata da vari comitati,  che si terrà DALLE  17 ALLE  20 a Firenze presso la SMS di Peretola (Via Pratese 48), con la partecipazione del prof. Alberto Asor Rosa, dell'urbanista Vezio De Lucia e altri  rappresentanti della cultura urbanistica e socio- ambientale.

Vi preghiamo di prenderne nota e di inoltrare alle persone  e alle "mailing list"  di soggetti sensibili al tema il presente avviso. Seguirà il programma dettagliato dell'evento.

giovedì 25 ottobre 2012

Atlante degli uccelli nidificanti in Provincia di Prato - La presentazione


SINTESI DELLA RELAZIONE 
Nel periodo riproduttivo 2011 sono stati svolti rilievi sistematici sugli uccelli nidificanti nell’intera provincia di Prato. Il reticolo di riferimento (UTM 10x10 km) è stato ulteriormente suddiviso così da creare una griglia di 5 km di lato. Ogni elemento di questo reticolo (maglia), ha costituito l’unità territoriale di rilevamento. Ciascuna particella è suddivisa in unità di 1 km di lato (cella). I rilievi sono stati svolti tramite percorsi a piedi di 1 km e della durata di 30 minuti (rilievi quantitativi), effettuati due volte, una prima volta nel mese di aprile ed una seconda tra il 15 maggio ed il 15 giugno 2011. A questi dati si sono aggiunti rilievi eseguiti in maniera libera (rilievi qualitativi), sempre in periodo riproduttivo, al fine di contattare il maggior numero possibile di specie, ad integrazione dei rilievi quantitativi; tali rilievi sono risultati indispensabili per ottenere un quadro soddisfacente relativo alla distribuzione di molte specie, ed in particolare di quelle rare, localizzate ed elusive, difficilmente contattabili nei rilevamenti casuali. 
In base ai rilievi effettuati nella stagione riproduttiva 2011 e ai dati degli uccelli nidificanti per gli anni 2007-2010 contenuti nella Banca Dati del COT, in provincia di Prato sono state rilevate complessivamente 103 specie nidificanti. Nella Piana Pratese, compresi la tenuta delle Cascine di Tavola, i corsi d’acqua e i centri urbani, sono risultate nidificanti 66 specie (64,1% delle specie provinciali).
Tra le altre specie, nidificanti al di fuori del territorio di pianura, merita segnalare picchio rosso minore, rondine montana, ballerina gialla, merlo acquaiolo, codirossone, passero solitario, regolo, cincia dal ciuffo, cincia bigia, corvo imperiale, ciuffolotto, frosone, usignolo del giappone.
Riassunto elaborato da Alberto Chiti Batelli

venerdì 13 aprile 2012

"Aironi coloniali in Toscana" - Nuovo di stampa!

Sicuri di fare cosa gradita, segnaliamo l'uscita di una nuova pubblicazione della Regione Toscana, il volume "Gli aironi coloniali in Toscana. Andamento, distribuzione e conservazione" curato
dal Centro Ornitologico Toscano. In questa pagina del sito del COT  una breve presentazione ed il
Link per scaricare il pdf

Da notare che la Piana Fiorentina-Pratese-Pistoiese rappresenta una delle tre macroaree strategiche per gli aironi in Toscana. Una lettura vivamente consigliata!!!