Quando più di venti anni fa i primi intrepidi pionieri della Piana Fiorentina presentarono le loro proposte all'amministrazione pubblica non sapevano che esito avrebbero avuto, ma una grande fiducia muoveva i loro passi...Semplici cittadini, studenti universitari, professionisti, amici della piana, espressero a diverso titolo e sotto bandiere diverse, ma unite in uno stesso intento, la volontà di fare di tutto affinché una parte più ampia possibile della "piana naturale", fosse in qualche modo conservata. Alcuni credevano che fosse necessario convertire le aree umide e le fasce vegetazionali residue (fasce definite poi meglio come corridoi ecologici) in zone a stretta protezione, altri si accontentavano di mantenere il più possibile lo status quo. Conservare per essi stessi e per i propri nipoti. In seguito si affermò a livello globale la definizione meglio compiuta di biodiversità, definizione che si applica persino su scala territoriale.
Da allora tanta acqua è piovuta nella pianura e tanto, troppo di quello che rappresentava un pericolo per la naturalità e la biodiversità comprimeva e comprime sempre più le residue "aree naturali".
Qui non si tratta di criminalizzare lo sviluppo tecnologico e la crescita urbanistica in quanto tale, ma quello che è mancato e che manca ancora oggi è un piano generale che tenga conto dell'importanza che riveste la natura e la biodiversità, per l'uomo di oggi e ancor più per quello di domani.

lunedì 20 febbraio 2012

Nuovo studio sullo status della Piana Fiorentina - Pratese - Pistoiese "LINEE GUIDA PER LA CONSERVAZIONE E LA VALORIZZAZIONE DEL SIR “STAGNI DELLA PIANA FIORENTINA E PRATESE” (SIC - ZPS IT51140011)"



 Uscito nel Luglio 2011 a cura della Lipu, per conto della Regione Toscana, e curato da un gruppo di ricercatori da sempre impegnati sul territorio, lo studio presenta la situazione della piana e formula delle proposte; si tratta di un lavoro da non lasciare fra cumuli di carta sulle scrivanie o nei cassetti (anche virtuali), ma di cui si consiglia un'attenta lettura perché rappresenta un tassello fondamentale per la pianificazione del territorio della Piana Fiorentina.

"Lo studio riguarda la redazione di linee-guida per la conservazione e la valorizzazione del SIR “Stagni della Piana Fiorentina e Pratese” (SIC-ZPS IT51140011), realizzato dalla LIPU -
BirdLife Italia per conto della Regione Toscana, Direzione Generale delle Politiche Territoriali Ambientali e per la Mobilità, Settore Tutela e Valorizzazione delle Risorse Ambientali."


" Lo studio, nella sua generale stesura, ha avuto come obiettivo principale quello di definire quali siano le relazioni di carattere territoriale, ambientale e naturalistico fra il SIR Stagni della Piana Fiorentina e Pratese ed il sistema metropolitano della Piana Fiorentina e Pratese, ricordando che lo studio non rappresenta un piano di gestione del sito.
La creazione di un quadro conoscitivo condiviso, la messa in evidenza del sistema di relazioni alla scala metropolitana, l'individuazione delle criticità e delle potenzialità che il sistema delle zone umide della piana esprime nei confronti di un contesto territoriale quanto mai articolato, in un quadro urbanistico ed infrastrutturale complesso e in divenire, si ritiene possa essere utile per la comprensione di alcuni obiettivi strategici di conservazione e valorizzazione del sistema delle risorse
naturali presenti...."


L'intero materiale utile a studenti e professionisti, ma anche a semplici cittadini è scaricabile QUI

lunedì 6 febbraio 2012


Aironi e anatre alle porte di Firenze



Il 17 gennaio scorso si è svolto l’annuale censimento degli uccelli acquatici svernanti nella Piana tra Firenze e Pistoia.
Tutta la Piana tra Firenze e Pistoia compare infatti nella Lista delle zone umide italiane che devono essere censite annualmente per l’IWC (International Waterfowl Census), il censimento invernale dell’avifauna acquatica promosso da Wetland International, svolto in Italia sotto la diretta organizzazione dell’ISPRA e coordinati in Toscana dal Centro Ornitologico Toscano (COT). Attualmente il territorio incluso nell’area di studio ricade in tre sottozone di rilevamento dell’avifauna acquatica: Piana fiorentina, Renai di Signa, Piana di Prato e Pistoia.
Anche quest’anno i risultati possono sorprendere chi non conosce l’esistenza, o forse la sopravvivenza, di ambienti naturali in quest’area così intensamente urbanizzata.
Oltre 2.300 uccelli acquatici hanno passato i mesi invernali negli stagni artificiali e negli altri ambienti umidi della Piana, confermando l’ importanza regionale e nazionale di quest’area.
L’intera Piana tra Firenze e Pistoia è infatti area di importanza nazionale e regionale per lo svernamento di tuffetto e gallinella d’acqua: nel gennaio 2012 erano presenti 224 gallinelle d’acqua e 121 tuffetti.
Confermata anche l’importanza regionale per lo svernamento degli aironi. Sono stati contati 334 ardeidi, appartenenti a sei differenti specie (tra parentesi il numero totale di individui censiti): airone guardabuoi (184), airone cenerino (100), airone bianco maggiore (14), garzetta (39), nitticora (5) e tarabuso (2). Gli aironi hanno anche scelto tre località alberate della Piana come spettacolari dormitori notturni: ogni sera invernale quasi 200 aironi giungono in volo per “addobbare” di bianco (si tratta per lo più di garzette, aironi guardabuoi e bianchi maggiori) gli alberi dei dormitori.
Tra le altre specie, spiccano le 874 anatre, principalmente alzavole e germani reali, oltre a canapiglie, mestoloni e moriglioni, presenti in gran parte nella Piana di Sesto Fiorentino, le 264 pavoncelle e i 47 beccaccini. Altro dato significativo è stata la presenza di 2 tarabusi nell’ANPIL della Querciola di Sesto Fiorentino: la specie, presente in realtà quest’inverno con tre esemplari (uno dei quali non censito), è in forte diminuzione in tutta Italia. La sua presenza in inverno è indice delle grandi potenzialità ecologiche, anche a fini conservazionistici, della Piana tra Firenze e Pistoia.
La siccità che sta colpendo tutta la Toscana si è fatta sentire anche negli stagni della Piana e con molta probabilità è stata la causa delle forti diminuzioni di effettivi: rispetto all’anno scorso gli ardeidi (aironi) svernanti sono diminuiti del 40%, folaghe e gallinelle d’acqua del 33% e, in totale, gli uccelli acquatici svernanti nella Piana sono diminuiti del 17% rispetto al 2011.
Anche nel 2012 si è dimostrata l’importanza del mantenimento di tutte le zone umide artificiali della Piana. Infatti emerge il valore delle Aree Protette, rappresentate dalle tre ANPIL della Querciola di Sesto Fiorentino, degli Stagni di Focognano e delle Cascine di Tavola. Risulta altrettanto evidente il valore avifaunistico ed ecologico non solo di altri ambienti umidi artificiali con divieto di caccia, come alcune casse di espansione, le ex-cave di Gonfienti e lo stagno di Peretola, ma anche di quelli con attività venatoria in atto, come gran parte degli altri stagni artificiali, che permettono lo svernamento di decine di aironi, di tuffetti, di gallinelle d’acqua e di folaghe e, tra qualche mese, la riproduzione di decine di coppie di cavaliere d’Italia, di svassi maggiori, di libellule, di tritoni, e di molte altre, insospettate, colorate e affascinanti specie di animali acquatici.

domenica 5 febbraio 2012

Bilancio 2011, le zone umide nella Piana "asciugano"

Il 2011 è stato un anno di scarse precipitazioni e questo si è certamente ripercosso negativamente sugli ambienti umidi della Piana Fiorentina. Purtroppo però non è solo questo fatto a pesare sul bilancio della Piana, ma è in atto un vero e proprio cambiamento d'uso degli appezzamenti allagati, che poco ha a che fare con le variazioni climatiche; la trasformazione è in corso da alcuni anni e vede progressivamente scomparire gran parte dei laghi destinati all'attività venatoria, ma potenzialmente ricchi di biodiversità. Se da un lato aumentano le casse di espansione, potenzialmente adatte alla colonizzazione di vita acquatica, e le poche Oasi accrescono la loro estensione di area umida, la repentina perdita di "zone palustri già avviate" verrà compensata solo nel corso di diversi anni, tempo necessario per l'innesco dei meccanismi di colonizzazione; ciò non impedirà comunque la perdita e la scomparsa definitiva di piante e animali localmente distribuiti, talvolta solo in quella parte di territorio.

Nella cartina interattiva (che rimanda alle immagini aeree di google map) scaricabile qui a lato sono evidenziate con una croce le nuove perdite; verificabili qui di seguito grazie anche alle foto aree più aggiornate della Regione Toscana e che documentano chiaramente le recenti modifiche ambientali.

Questa la lista delle ultime sparizioni:
PT302 Poderaccio, FI0204 Bogaia, FI0204 Il Fiasco, FI0204 Settesolti, FI0202 Oasi, FI0202 La Bassa,  FI0203Lagone, FI0203 Pratelle, FI0207 Gaine

Gaine - Firenze

Lagone, Colli Alti - Signa

Oceano, Poggio a Caiano

Poderaccio (Agliana)

I Renai di Signa

I Renai di Signa

Settesoldi (Poggio a Caiano)

Come fare per recuperare queste aree abbandonate dall'attività venatoria perché troppo costose o irregolari dal punto di vista urbanistico? Purtroppo non è facile perché essendo aree sopravvissute grazie all'attività venatoria e venendo questa a mancare dovrebbe occuparsene l'Amministrazione Pubblica. DOVREBBE, nel senso che sarebbe obbligata ad occuparsene trattandosi, come è stato ripetutamente scritto, di un area protetta...Il mancato interessamento da parte delle amministrazioni locali COMPORTA già di per sé procedura di infrazione comunitaria......comporterebbe cioè.

sabato 4 febbraio 2012

Dalla Provincia di Prato....IMPORTANTE INIZIATIVA


E’ convocato per Giovedì 9 febbraio 2012 alle ore 17:00 presso la sede provinciale di Palazzo
Vestri in Piazza Duomo, 8 a Prato, un incontro partecipativo finalizzato all'analisi dei contenuti e alla
valutazione integrata del Piano di Gestione della Zona di Protezione Speciale “Stagni della Piana Fiorentina e Pratese”, area Pratese, in attuazione dell’art. 11 della L.R. 1/2005 (Norme per il governo del territorio) in materia di valutazione integrata, e del relativo regolamento di attuazione, approvato con D.P.G.R. n. 4/R in data 9 febbraio 2007.
La Zona di Protezione Speciale “Stagni della Piana Fiorentina e Pratese” è inclusa nella rete ecologica europea denominata “Natura 2000”, istituita ai sensi della Direttiva Comunitaria 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.
Il Piano di gestione è uno specifico strumento di pianificazione e gestione dei siti Natura 2000 introdotto dall’articolo 6 della Direttiva Comunitaria “Habitat” e contempla misure regolamentari, amministrative e contrattuali conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat di interesse comunitario presenti nei siti.
La Documentazione relativa al Piano è consultabile e scaricabile in rete, alla seguente pagina web:
http://life.provincia.prato.it/ITA/Avvio_procedimento.php, alla sezione “Elaborati del Piano di Gestione”. L’incontro è aperto ai soggetti istituzionali ed a tutti i rappresentanti della società civile interessati a partecipare.
Il Responsabile del Procedimento
(Dott. For. Leonardo Petri)

giovedì 19 gennaio 2012

Interessante progetto di sensibilizzazione sull'alta mortalità degli animali selvatici causata dal traffico stradale, curato nel 2009 della Provincia di FI e scaricabile qui:
http://www.provincia.fi.it/infrastrutture/risorse-correlate/archivio-notizie/leggi/a/collisioni-tra-veicoli-e-fauna-selvatica/

domenica 2 ottobre 2011

Alla Querciola, le ruspe non spaventano!

In costruzione il "chiaro per limicoli"
Dai ragazzi, forza ragazze! un appello a fotografi e fotografe, birdwatchers, inanellatrici e inanellatori, disegnatrici e disegnatori, amanti della natura tutti, forza che le cose cambiano, chiamiamolo chiaro per limicoli!!

I lavori prevedono anche la realizzazione di una parete per topino, martin pescatore e gruccione che nidificano in cavità....
...seguono aggiornamenti




Foto degli amici del parco della piana

sabato 13 agosto 2011

Allargamento dell'AREA LACUSTRE ALL’INTERNO DELL’“ANPIL QUERCIOLA

Diamo spazio all'iniziativa del Comune di Sesto per migliorare, variandole, le condizioni ambientali del Parco dell Piana.
Manca solo di acquisire anche le zone agricole dell'Anpil per ricreare e mantenere pascoli e arbusteti sempre più in diminuzione e non solo nella Piana....



COMUNICATO STAMPA - Sesto Fiorentino, 9 agosto 2011
AMBIENTE, UNA NUOVA AREA LACUSTRE ALL’INTERNO DELL’“ANPIL QUERCIOLA”

Si ampliano le aree lacustri all’interno dell’area naturale protetta di interesse locale “Anpil” Podere La Querciola nel Parco della Piana. È stato approvato durante l’ultima giunta il progetto per la realizzazione di una superficie a “beccacinaia” ovvero una zona lacustre vicina allo stagno già esistente che avrà una profondità media di 20 centimetri e in cui sarà collocato anche un capanno di birdwatching in legno. I tempi di realizzazione dell’intervento prevedono a fine agosto l’inizio dei lavori che avranno la durata di un mese circa. “La nuova area –ha spiegato l’assessore all’ambiente Andrea Banchelli – favorirà un aumento della biodiversità in quanto si avrà un livello dell’acqua diverso dallo stagno principale. Si tratta di un progetto –ha concluso l’assessore Banchelli - che conferma sia il proseguimento del programma presentato da Legambiente sull’area che la proficua collaborazione tra il Comune e i gestori dello spazio naturale protetto”.(mp)


UFFICIO STAMPA COMUNE DI SESTO FIORENTINO
Riccardo Michelucci
Tel. 055 4496486 – fax 055 3909074
Cell. 346 0008253
r.michelucci@comune.sesto-fiorentino.fi.it

Martina Parrini
Tel. 055 4496865
Cell. 366 6453308
m.parrini@comune.sesto-fiorentino.fi.it

sabato 25 giugno 2011

Il brutto anatroccolo...

La notizia è trapelata nel web (nelle mailing list ornitologiche) ed è di questi giorni: è stata rilevata e confermata la nidificazione all'Osmannoro del Gabbiano reale. Se da un lato il dato ha un certo interesse ornitologico essendo la colonia più interna della Toscana, dall'altro, trattandosi di specie problematica non era stata ancora divulgata (è un predatore opportunista, cioè mangia quello che trova).
Se una specie "vincente" allarga il suo areale e non si vuole che questo avvenga la soluzione migliore è rimuovere la ragione di questo successo. Cioè, nel caso del gabbiano reale, rendere più difficile procurarsi in loco di che alimentare la prole; per esempio, nella piana, i rifiuti abbandonati o raccolti nelle discariche; per esempio favorire o non impedire che specie alloctone di pesci e crostacei abbondino..ecc. ecc.; solo dopo aver rismosso questi elementi negativi si potrà accusare una specie di espandersi ai danni delle altre, cosa per altro per niente semplice neanche per il grande gabbiano reale.

Ecco la la notizia com'è apparsa nel web:
"....Vero, in Toscana la colonia più interna e forse la più numerosa è all'Osmannoro (Sesto Fiorentino), proprio sui capannoni industriali. Riferisco quanto rilevato da M. Del Sere, a cui è stato affidato un pullo, e che ha fatto diverse verifiche. Cioè che ci sono più di 10 (forse 15) nidi si gabbiano reale con i pulli di diversa età distribuiti su un ampia "terrazza", il tetto di un capannone ricoperto di sassi, sembra per motivi di isolamento termico. Comunque ai gabbiani questa soluzione è piaciuta molto e fra l'altro pare (secondo D. Occhiato), che la presenza di individui con piumaggio giovanile indicasse già da anni una possibile nidificazione in zona. Più di un motivo per la mancata segnalazione: anche nella Piana fiorentina i gabbiani sono molto molto malvisti, ci sono alcune "ricerche" rivolte a dimostrare una forte incidenza negativa sulla salute delle covate di altre specie acquatiche; diverse sollecitazioni a liberarsi della specie con mezzi cruenti; un'ordinanza di abbattimento per danni presunti alle serre; problemi legati all'aeroporto e al lago di Peretola (lago dell'aeroporto) che li attirerebbe, (quindi si chiude il lago e non la discarica che invece li ha attratti per un trentennio, chiusa da soli due anni!); problemi al capannone stesso, perché pare non si possa salire per la manutenzione causa attacchi dei gabbiani, che sporcano e intasano gli scarichi con penne e sporco... Mi fermo qua, non parteggio per i gabbiani che forse qualche disturbo lo provocano davvero, ma nemmeno mi sento di dargli contro. La notizia, di un certo interesse ornitologico, restava là in attesa di maturare per essere affrontata in modo intelligente in questa disarmante giungla di ignoranza e burocrazia...."

giovedì 23 giugno 2011

Le cicogne di Iolo andate...a male..

Dal Web

Purtroppo anche stavolta la nidificazione della Cicogna bianca nella piana non è andata a buon fine; nel nido di Iolo (PO) sabato 18 si era visto un pulcino, ma da lunedì il nido è abbandonato.
Al laconico comunicato del CSN si può aggiungere che già da qualche giorno sembrava che fosse presente solo uno dei partner (che ne era dell'altro?), quindi il destino della covata era praticamente segnato.

domenica 19 giugno 2011

Dovere di cronaca, foto rubate da FB...




CONTINUA LA PROTESTA CONTRO L'AMPLIAMENTO DELL'AEROPORTO DI PERETOLA
Tante le bandiere schierate....e ovviamente anche quelle dei partiti al Governo della Regione....

Aeroporti, sempre cattive notizie...


Magari così non fosse, ma purtroppo..

A definire “disastro ecologico” l’impatto di Malpensa è una nota del ministero dell’Ambiente del 7 ottobre 2010 trasmessa a tutti gli enti con competenze aeroportuali: Regione Lombardia, ente Parco del Ticino, ministeri di Trasporti e Agricoltura.

Maggiori info su

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/16/business-decessi-schianto-malpensa/118423/

Stagni a secco nella Piana


Ormai il caldo e la scarsità delle piogge primaverili hanno molto ridotto il livello idrico della Piana.
Questo succede ogni anno, ma succede anche un'altra cosa che ha grande importanza e forte impatto ambientale sulle specie nidificanti: i lavori di manutenzione nei laghi di caccia.
Ovvio è che la manutenzione vada fatta, in una piana completamente antropizzata non ci si può aspettare un'azione modellatrice naturale, questo non è più possibile dove la presenza dell'uomo è cosi incisiva, e forse non accade più neanche nelle lande più selvagge del pianeta.
Capita però, come quest'anno, che vengano prosciugati contemporaneamente molti dei laghi della Piana; NON VA BENE, diciamolo subito e senza indugio. Bisogna organizzarsi! Superare le difficoltà di rapporto fra "lagaioli" (se ci sono) e fra settori e competenze territoriali e stilare un piano (almeno triennale) che permetta di alternare i lavori di manutenzione (a rotazione) necessari per impedire l'interramento stesso dei laghi che avverrebbe comunque, a lungo andare, in assenza di manutenzione.
PROPOSTA:
creare in ambito inter-provinciale un gruppo di lavoro su questo problema specifico che coinvolga i diretti gestori (e le eventuali associazioni), le Amministrazioni locali competenti, le Università e i Consorzi di bonifica allo scopo di risolvere sia i noti problemi di approvvigionamento idrico, sia la calendarizzazione della manutenzione negli stagni.....Come fare per realizzare questo progetto? Non è uno scherzo e ogni consiglio è il benvenuto...

giovedì 26 maggio 2011

Rubiamo a Stefano Mattini il suo intervento apparso in rete a proposito di

Variante al Pit: “La pista parallela impone il riassetto idraulico della Piana”

pubblicata sul sito di Etaoin - Media e c.
perché pensiamo non sia mai abbastanza dare risalto a pareri autorevoli per il destino della Piana Fiorentina

Di Stefano Matti
La pista parallela e lo spostamento del fosso reale e la sopraelevazione della L’ipotesi di pista parallela alla A11 impatta il Fosso Reale, canale pensile con uno sviluppo fuori terra fra i quattro e i sei metri, che rappresenta il principale canale di drenaggio della Piana e che veicola tutte le “acque alte” provenienti da Monte Morello e di una parte dalla Calvana verso il fiume Bisenzio. Per permettere il superamento di questa e delle altre interferenze idrauliche con il reticolo minore è necessario effettuare, preliminarmente, uno spostamento di un tratto di circa 3.700 metri dello stesso fosso Reale e dei canali colatori di acque basse verso ovest, operazione che comporta una serie di ulteriori problematiche. Tra queste vale la pena di ricordare: Modifiche della viabilità di via dell’Osmannoro (eventuale realizzazione di un sottopasso). spostamento della viabilità d’accesso al Polo Scientifico. Modifiche della viabilità di via lungo Gavine. Relativamente all’autostrada A11 (nei pressi del casello) essendo il Fosso Reale arginato, il nuovo ponte necessita di un sovralzo di circa 8 metri rispetto all’attuale piano viario. Realizzazione di un nuovo canale pensile per il Nuovo Fosso Reale e realizzazione di due canali colatori. Impatto sull’Anpil e sull’Oasi Wwf di Focognano. Impatto sull’Anpil Podere la Querciola. Impatto sull’Anpil e sull’Sic(sito di interesse comunitario) degli stagni della Piana Fiorentina. Per problemi di quota, il punto di inizio deviazione del Fosso Reale è obbligato e determina delle interferenze con l’adiacente stabilimento farmaceutico Baxter lungo via dell’Osmannoro. Spostamento della cassa di auto contenimento delle acque necessaria per la messa in sicurezza del Polo scientifico universitario. Spostamento di importante rete di sottoservizi, fra i quali metanodotto Snam, acquedotto, fognatura opera 6, linea A.T. Enel. Pur non riguardando la parte idraulica, dovrà essere riposizionato lo svincolo dell’Osmannoro. Prospetto dei costi Ipotesi allungamento pista: costo 4,6 milioni di euro circa e nessuna necessità di effettuare espropri. Ipotesi pista parallela: costo dello spostamento del Fosso Reale dai 12 ai 15 milioni di euro; a queste cifre va aggiunto il prezzo dell’esproprio (volume complessivo degli espropri 24 ettari), il che potrebbe far arrivare il costo dell’opera (in base ai prezzi degli espropri) a una cifra compresa fra i 18 e i 51,7 milioni di euro...

mercoledì 11 maggio 2011

Dalla PROVINCIA DI PRATO - Un LIFE Natura per la Piana


Riprendiamo e volentieri divulghiamo un comunicato dell'Ufficio Aree Protette

Sperando di fare cosa gradita, si comunica che domenica 15 maggio, in occasione della "Festa in Pantanelle" (vedere locandina allegata), verranno illustrati ai presenti i progetti esecutivi di riqualificazione ambientale di alcune aree umide della piana pratese (Pantanelle, Ombrone, Bogaia), elaborati nell'ambito del progetto comunitario LIFE+ Natura "SCI d'acqua" (http://life.provincia.prato.it/ITA/life.php) La presentazione dei progetti e' prevista per le ore 15.45, seguiranno escursioni guidate al lago di Pantanelle. L'iniziativa avrà luogo, a partire dalle ORE 15.30 presso il CAMPO SPORTIVO DI CASALE, in via Traversa delle Caserane – Casale - Prato(PO) (vedere mappa sottostante) Si prega di dare la massima diffusione all'iniziativa.
Ufficio Aree Protette Provincia di Prato

lunedì 25 aprile 2011

PARCO DELLA PIANA: "LA PISTA PARALLELA CANCELLEREBBE TUTTO"

PARCO DELLA PIANA: "LA PISTA PARALLELA CANCELLEREBBE TUTTO"
Sopralluogo degli amministratori fiorentini e pratesi. Dovrebbero essere completamente ricostruito il reticolo idrografico, innalzato di sette metri un tratto dell'autostrada, cancellati l'oasi di Focognano e il parco della Querciola
Link a met.provincia.fi.it

Buone nuove da Prato

A Prato nidifica la cicogna bianca


http://www.tvprato.it/archives/16001

lunedì 18 aprile 2011

sabato 16 aprile 2011

martedì 5 aprile 2011

Testimonianze fotografiche

Inizia qui una serie di link ad immagini realizzate nella Piana Fiorentina ad opera di appassionati fotografi amatoriali e professionisti; con la loro attività testimoniano l'importanza di un delicato ambiente acquatico tanto vicino alla città, quanto lontano dalla mentalità di molti cittadini. Sperando che questi post contribuiscano a mantenere in vita la natura della Piana.
Da "Natura Mediterraneo":

Il B.B. del Cavaliere - Himantopus himantopus L.


venerdì 25 marzo 2011

Comunicato ufficiale del WWF sulla Piana

Con tutto il rispetto per gli amici del WWF, era ora!!

Da Metropoli on line

Una buona notizia...finalmente


Sull'opportunità di piantare 24mila piante tutte insieme in una zona limitata della piana, e magari con problemi di approvvigionamento idrico, ci sarebbe da dibattere, ma non facciamo i disfattisti...

Il TAR dichiara inammissibile il ricorso di Adf.

Il progetto della Provincia

martedì 15 marzo 2011

Una buona notizia per il lago dell'aeroporto - Lago Peretola

Ospitiamo volentieri l'annuncio uscito in questi giorni su varie liste di Birdwatching.
Birdwatching e fotografia natualistica, ma anche e non ultima conservazione, uniti in modo indissolubile in questa impresa: tentare di sottrarre alla speculazione e ad un inutile e presunto sviluppo economico quanto resta della Natura della Piana Fiorentina.

Un grazie particolare agli appassionati fotografi naturalisti (D. Occhiato e S. Guiducci), ai cui siti web talvolta ci agganciamo, per il grande lavoro di documentazione svolto nel territorio della piana.

Salve a tutti, forse sarò rimproverato per l'off-topic, ma la voglia di condivisione e, lasciatemelo dire, la soddisfazione sono tali e tante che non posso fare a meno di scrivere qualcosa che non sia solo un report. Dopo un lungo percorso partito diverso tempo fa, su nostra iniziativa e su analoga voglia da parte di una associazione venatoria locale, percorso accellerato nell'ultimo periodo dalla decisione "imperiosa" dell'ENAC di chiusura della caccia in tutte le adiacenze aeroportuali, l o splendido LAGO DELL'AEROPORTO è a tutti gli effetti sotto la nostra gestione (Circolo Legambiente di Sesto Fiorentino) e andrà ad affiancare l'area già conosciuta come Parco della Piana, con una destinazione esclusivamente per BIRDWATCHING e FOTOGRAFIA NATURALISTICA. E tutto questo "alla faccia" di tutti i discorsi intorno al futuro dell'aeroporto. Per ora ce lo teniamo stretto e lo organizzeremo al meglio. Quanto prima modi e tempi per usufruire dei diversi osservatori di cui dispone il lago. Per adesso, segnalo stamani mattina la presenza dei primi CAVALIERI D'ITALIA (13), le prime MARZAIOLE (7) e due splendidi CODONI, oltre a ALZAVOLE, MESTOLONI, GERMANI, AIRONI e due PIROPIRO CULBIANCO.

Un saluto a tutti, e che la luce vi sia propizia

Simone Guidotti
Legambiente Sesto Fiorentino

giovedì 3 marzo 2011

Il lago Padule - nuovo sito on line


Fra le tante cattive notizie almeno una positiva...
Il lago di Padule all'interno dell'ANPIL La Querciola si dota di un proprio sito web e promette "...un’attenta gestione delle acque in funzione delle necessità biologiche degli uccelli."......

A Prato si firma contro la pista parallela

...raggiunte 4000 firme contro l'ipotesi della pista parallela....

martedì 1 marzo 2011

Un punto di vista interessante - Il bunga bunga dell’aereoporto

"....AdF medesima a dover dirimere. Immediata la reazione dei sindaci della Piana, che sanno benissimo che AdF ha già scelto; ha infatti presentato un ricorso al TAR contro le alberature previste come opera di mitigazione dell’inceneritore (anch’esso previsto) a Case Passerini....."

Roberto Viti, Consigliere Lista Civica “No Inceneritore”, in una lettera inviata a Metropoli esprime il suo parere sulla tanto discussa vicenda.

...continua su Metropoliweb.it

lunedì 28 febbraio 2011

Da Metropoli : ancora PRO e CONTRO sulla pista


L’Associazione Valentino Giannotti per lo Sviluppo dell’Aeroporto di Firenze, in merito alla questione del potenziamento dello scalo fiorentino con le due soluzioni presentate dagli enti locali come alternative, intende evidenziare come in realtà l’allungamento della pista attuale non sia una soluzione valida. Per la qualificazione dell’aeroporto di Firenze volta a dotare lo scalo di un’infrastruttura di volo realmente efficiente gli effetti ottenibili intervenendo sulla pista esistente non sono paragonabili con i benefici funzionali ed ambientali garantiti dalla soluzione della nuova pista con tracciato a fianco dell’autostrada A11 (orientamento 12/30 convergente). Ciò non scaturisce da opinioni o pareri soggettivi ma da dati oggettivi confermati dagli studi tecnici e dall’ENAC, massima autorità aeronautica nazionale.
L’allungamento della pista attuale, infatti, a fronte di importanti e costosi interventi, non risolve le criticità dello scalo fiorentino (...)
Le criticità dello scalo fiorentino mantenute con l’allungamento della pista esistente e in gran parte
non considerate nei documenti della variante al PIT adottata dalla Giunta Regionale, verrebbero invece superate dalla nuova pista “parallela” all’autostrada, nella versione con orientamento convergente 12/30 preferibile da tutti i punti di vista. Se l’obiettivo dell’iter politico-burocratico in corso è davvero quello dichiarato della qualificazione ambientale e funzionale dello scalo in un sistema aeroportuale toscano efficiente, prendere in considerazione una soluzione come l’allungamento della pista attuale significa pregiudicare in partenza tali finalità e indicare un intervento che probabilmente in realtà non verrebbe mai realizzato.




VIA GENTE, FORZA, PRENDIAMO POSIZIONE!!!!
QUESTA PISTA PARALLELA CANCELLA LA NATURA DALLA PIANA DI SESTO,
È QUESTA LA VERITÀ....un progetto di questo tipo costerà anche perché verrà attivata la PROCEDURA D'INFRAZIONE per mancato rispetto delle normative comunicatarie in materia ambientale....ma ne vale davvero la pena?




Anche il Comitato Provinciale Area Pratese appoggia la posizione di Lamberto Gestri. Presidente della Provincia di Prato, che a proposito della pista parallela di Peretola aveva dichiarato: «È come costruire una propria abitazione nel giardino di un altro».
«Ecco un "tipico esempio" della tanto sbandierata, da parte del nostro vicino, "Ottica Metropolitana" - ha dichiarato Gestri -. I “costi” ambientali della suddetta scelta, se mai fosse realizzata, ricadrebbero tutti, in modo pesante, su Prato ed i benefici, sotto tutti i punti di vista, praticamente solo per Firenze. Insomma la logica è sempre la stessa: il positivo a me il negativo agli altri. Questi, che così ragionano, sono gli stessi che, poi, rimproverano ai cosiddetti altri di non avere, nelle loro scelte, una reale Ottica Metropolitana. Ebbene la pista parallela dell'Aeroporto di Peretola è solo l'ultimo esempio (di una lunga serie) per ora, di come si intendono i rapporti di collaborazione all'interno dell'area vasta della Toscana Centrale. Questo Comitato, nel suo piccolo, intende far sentire la propria voce per dire un netto e deciso NO alla pista parallela. I problemi aereoportuali della nostra Regione devono essere risolti valorizzando Pisa ( soprattutto con collegamenti ferroviari veloci con la nostra area) ed eventualmente adeguando la pista attuale di Peretola con l'interramento della Autostrada A11».

giovedì 24 febbraio 2011

NUOVA PISTA al centro dell'attenzione

Mentre nei luoghi istituzionali si dibatte, senza per adesso riuscire a prendere una decisione definitiva, fioriscono spazi sul web dove i cittadini cominciano a dire come la pensano....

No-alla-pista-parallela-dellaeroporto-di-Firenze-Peretola

Metropoli.it prende posizione...

e l'Assessore Marson ecco cosa dice...

Purtroppo ci mancano pareri e prese di posizione autorevoli: WWF Toscana, Amici della Terra, Italia Nostra....
Ci siamo persi qualcosa?

martedì 15 febbraio 2011

NON CI STIAMO, Comunicato del CIRCOLO LEGAMBIENTE di Sesto Fiorentino



NOI NON CI STIAMO E NON CI STAREMO!

Non bastavano i vari nodi autostradali, le officine ferroviarie, l’aeroporto, il polo scientifico, l’area commerciale/produttiva dell’Osmannoro (con il futuro sviluppo di Osmannoro sud, ovvero un altro outlet), la strada Perfetti Ricasoli-Mezzana, la discarica di case Passerini, il futuro termovalorizzatore, lo sviluppo dell’area di Castello ed altro ancora; ora ci vogliono fare anche la pista “intercontinentale” in parallelo con l’A11 che interesserebbe solo il territorio di Sesto Fiorentino e quel residuo pezzo di piana verde che tanto ci sta a cuore.

NOI NON CI STIAMO E NON CI STAREMO

Non pensiamo che si debba per forza crescere, non pensiamo che si debba per forza avere tutto in tutti i luoghi, non riteniamo che Peretola possa diventare un aeroporto di grande traffico, visto che comunque, resterebbe sempre un aeroporto urbano. La Piana è l’ultima area verde dell’area metropolitana e così è bene che resti, a disposizione di tutti e pronta a fare da polmone, insieme alla collina, ad una città che tanto ne ha bisogno. Con la “pista parallela” solo l’area di Sesto Fiorentino risulterebbe interessata da una pesante cementificazione, ma anche da una indisponibilità strutturale della zona di piana che da anni l’amministrazione comunale ed i cittadini hanno adottato come primo esempio del Parco della Piana del futuro.

NOI NON CI STIAMO E NON CI STAREMO

Rivendichiamo ad alta voce e convinti che vogliamo mantenere il nostro vuoto; un ambiente senza strutture pesanti e impattanti, parte integrante e fondante del parco della piana di cui tutti i cittadini sentono un grande bisogno, per la qualità della vita loro e delle generazioni future; un ambiente pieno di vita, di biotopi relitti importantissimi con presenze animali e vegetali protette a livello nazionale ed europeo, di aree fruibili ad un pubblico sempre più vasto, di zone dove i rumori della natura si sostituiscono ai frastuoni dell’area urbana, dove l’aria è più respirabile, dove osservare il dipanarsi della vita degli animali, ma anche dove trovarsi in tanti ad ascoltare musica, a vedere un film in uno straordinario cinema all’aperto, dove riunirsi per parlare del più e del meno, dove portare i nostri ragazzi e bambini ad avere contatti diretti con un mondo che purtroppo sempre in meno hanno la fortuna di conoscere.

NOI NON CI STIAMO E NON CI STAREMO

Condividiamo senza se e senza ma la netta posizione di diniego sulla pista parallela del Sindaco Gianassi e degli altri Sindaci della Piana, convinti che la sua realizzazione porterebbe solo alla distruzione della Piana di Sesto Fiorentino, oltretutto senza alcun vantaggio per la comunità sestese.

NOI NON CI STIAMO E NON CI STAREMO – NO ALLA PISTA PARALLELA


IL CIRCOLO LEGAMBIENTE

DI SESTO FIORENTINO




Centosessantamilionidieuro!




160.000.000 di euro..., euro più euro meno, è il costo economico per realizzare la pista parallela, un'operazione gigantesca che probabilmente nessuno realizzerà mai...
Lasciare però aperta la strada per la costruzione di un'imponente infrastruttura di questo tipo comporta il rischio di attrarre la famosa cordata di imprenditori, e a noi cittadini dà la cattiva percezione che con grandi capitali si possa compiere e legalizzare ogni sorta di scempio ambientale...
Come la mettiamo poi con il prezzo che pagheremo in termini di salute fisica e mentale?
Detto brutalmente, quanto ci costerà...in medicine?
E il costo che pagherà la Natura dove lo mettiamo?
Quando la Regione ha messo in ponte l'idea del Parco della Piana (tutti i Comuni hanno voluto aderire al progetto...qualcuno era forse distratto?)...ha dato l'illusione che ci fosse qualcosa da salvare, da preservare e tramandare a nipoti e pronipoti....

Per favore diteci: come sono compatibili l'aeroporto e il parco (naturalistico)?

La repubblica

La Nazione

L'Assessore Marson dice

Si speghi meglio Assessore....

domenica 23 gennaio 2011



Un invito a scaricare i DOCUMENTI prodotti dal gruppo di lavoro istituzionale della Regione Toscana sul Parco della Piana

E anche questa importante sezione che riguarda il

... procedimento di integrazione del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) in merito alla definizione degli obiettivi del Parco della Piana fiorentina e alla qualificazione dell'aeroporto di Firenze.

mercoledì 29 dicembre 2010

Un parco agricolo nel cuore della Piana


Marson ha presentato al polo di Sesto i risultati del secondo Laboratorio
Un parco agricolo strategico nel cuore della Piana
«Sulla compatibilità col parco si misurerà la qualificazione dell'aeroporto»

Dal sito della Regione Toscana


giovedì 23 dicembre 2010

Ritrovamento di stampi da caccia a Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze.

Questo blog non è solito indicare siti web riconducibili al mondo venatorio; in questo caso l'eccezione è utile a segnalare un caso di ritrovamento di stampi in ceramica risalenti a circa 100-120 anni fa.....

Per saperne di più click sull'immagine

domenica 5 dicembre 2010

Avvistamenti dalla Piana di Sesto Fiorentino


Dagli Amici del Parco della Piana una conferma importante: la presenza annuale dell'Averla maggiore svernante nei pressi dell'Oasi La Querciola...good luck, Great Grey Shrike!!

martedì 16 novembre 2010

Bird strike a Firenze.

Colpito aereo a Firenze, il velivolo è atterrato a Pisa, nessun danno a passeggeri.
ANSA L'indice di rischio nello scalo fiorentino e' di 3,7 casi su 10.000.
Non neghiamo che il problema esista, ma la casistica di Peretola è nella media europea.
Vediamo se qualcuno ne approfitta per strumentalizzare il caso e farlo diventare un "problema nuovo", un problema in più per la Piana e i sui laghi residui.
I gabbiani volano nei cieli fiorentini da anni e molti di più ce n'erano quando la discarica di Case Passerini era in piena attività. I gabbiani NON SONO strettamente legati all'acqua, ne in particolare ai laghi della Piana, ma sono attratti nell'entroterra a causa delle discariche a cielo aperto, fatto questo che si inserisce pericolosamente negli equilibri dell'ecosistema e favorisce una specie che in questo modo rischia di crescere numericamente in modo artificioso.
Più o meno tutti riportano la notizia in modo equilibrato TG1 on line .
Nel sito di BC&T
Località problematicche
www.birdstrike.it-Link alle organizzazioni che si occupano del problema a livello mondiale.

lunedì 15 novembre 2010

Pubblicato il Master plan "Il sistema aeroportuale toscano"

......"Il Piano di Indirizzo Territoriale definiva un sistema aeroportuale toscano quale insieme delle infrastrutture aeroportuali presenti nella Regione e riconosceva inoltre la necessità di integrazione fra i due scali di Firenze e Pisa come opportunità per la Toscana di assumere il ruolo di terzo polo aeroportuale nazionale."........
...."Il master plan definisce ed individua il ruolo degli aeroporti secondo la seguente gerarchia:
a. Aeroporti di interesse nazionale e regionale, comprendente Pisa, di rilevanza economica fino all’intercontinentale, Firenze, di rilevanza economica fino all’internazionale, Elba, Siena e Grosseto;"........"La causa di questo fenomeno risiede nelle caratteristiche oggettive dei due maggiori scali toscani, fra i quali Pisa è piuttosto lontano dalla domanda regionale di trasporto aereo, e Firenze è fortemente limitato dalla sua localizzazione in un’area fortemente urbanizzata"......